Un lavoro sviluppato in Centri di ricerca andalusi si è concentrato su un ingrediente comune come la melanzana per esplorare nuove strade nella lotta contro il cancro al colon. Partendo da un varietà di melanzana ottenuta incrociando specie diverseUn gruppo di scienziati ha osservato che gli estratti dei suoi semi sono in grado di rallentare la crescita delle cellule tumorali in diversi modelli sperimentali.
I risultati sono stati ottenuti in colture cellulari umane e di topi, nonché in animali con tumori indottie suggeriscono che alcune molecole presenti in questi semi potrebbero, con ulteriori ricerche, diventare la base per futuri terapie complementari per il cancro del colon-rettoSebbene si tratti ancora di studi preclinici, la scoperta apre una promettente linea di ricerca per la Spagna e l'Europa, dove questo tumore è tra i più comuni.
Dietro la scoperta c'è un team andaluso
La ricerca è stata guidata da un team multidisciplinare dell'Università di Granada (UGR) e l'Istituto di Ricerca Biomedica (ibs.GRANADA), in collaborazione con la Fondazione Cellbitec, con sede ad AlmerÃa. Hanno partecipato al progetto gruppi provenienti dalle seguenti istituzioni: Centro di ricerca biomedica dell'Università di Granada, l'Istituto di Nutrizione e Tecnologia Alimentare e l'Istituto Universitario Congiunto di Sport e Salute, che integrano profili di biomedicina, nutrizione e biotecnologia vegetale.
La nuova melanzana utilizzata, identificata come varietà S0506 (Solanum melongena L.)Questa linea proviene da programmi di breeding sviluppati dal gruppo biotecnologico Beyond Seeds. È stata selezionata per determinate caratteristiche agronomiche e, soprattutto, per la sua alto contenuto di composti bioattivi nei semi, che sono stati al centro dell'analisi condotta dai ricercatori.
I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Bioscienze alimentariCiò consente ad altri team europei e internazionali di rivedere i dati e proporre nuove sperimentazioni. Il supporto di un Collaborazione pubblico-privata tra UGR e Cellbitec è stato fondamentale per portare in laboratorio un'idea che nasce dal campo delle colture vegetali innovative.
Cosa è stato analizzato esattamente nei semi
Gli scienziati si sono concentrati su un estratto ottenuto da semi maturi e sgrassati dalla melanzana S0506. Attraverso tecniche analitiche avanzate in chimica e biologia molecolare, il team è stato in grado di caratterizzare in dettaglio la composizione di questi estratti e per determinare quali molecole potrebbero essere alla base dell'attività antitumorale osservati nelle prove.
Tra i composti identificati, la presenza di un notevole concentrazione di flavonoidi e polifenoliSostanze a cui vengono attribuite diverse proprietà biologiche. In particolare, livelli significativi di kaempferolo, quercetina e protodiosina, tre molecole bioattive i cui potenziali effetti contro diversi tipi di cellule tumorali erano già noti in studi precedenti.
Questo profilo chimico suggerisce che il combinazione di diversi composti nell'estratto Potrebbero agire insieme, il che è noto come effetto sinergico. Pertanto, non si tratterebbe di una singola "molecola miracolosa", ma piuttosto di una combinazione di sostanze che, in determinate proporzioni, Riescono ad interferire con processi chiave per la sopravvivenza delle cellule tumorali.
Come agiscono contro le cellule del cancro al colon
Nei test di laboratorio, gli estratti del seme di melanzana S0506 sono stati applicati a Linee cellulari di cancro del colon-retto umano e murinoI ricercatori hanno osservato un forte effetto antiproliferativo anche a basse concentrazioniCiò significa che le cellule tumorali riducono la loro capacità di crescere e dividersi quando vengono esposte a questi composti.
Analisi successive hanno dimostrato che questo effetto è correlato alla attivazione di percorsi che innescano l'apoptosi, un meccanismo di morte cellulare programmata, e l'autofagia, un altro processo mediante il quale le cellule possono autodistruggersi quando non funzionano correttamente. Inoltre, un alterazione del citoscheletro delle cellule tumorali, la struttura interna che aiuta a mantenerne la forma e ne facilita la divisione.
Un aspetto particolarmente rilevante dello studio è che gli estratti non solo agiscono sulle cellule tumorali più differenziate, ma anche sulle cellule staminali tumoraliQueste cellule sono considerate responsabili della resistenza a determinati farmaci e delle ricadute dopo il trattamento. Il fatto che queste cellule più aggressive siano sensibili all'estratto Ciò potrebbe spiegare la riduzione delle dimensioni del tumore osservata negli animali e la possibile riduzione del rischio di recidiva nei modelli sperimentali.
Parallelamente, i ricercatori hanno valutato l'impatto degli estratti su cellule sane, osservando a profilo di tossicità zero o molto basso rispetto al suo effetto sulle cellule maligne. Questa differenza di sensibilità è fondamentale per qualsiasi sviluppo futuro, poiché una delle principali sfide in oncologia è quella di attaccare il tumore senza causare danni eccessivi ai tessuti sani.
Risultati nei modelli animali e nella fase preclinica
Dopo le prove iniziali nelle colture cellulari, il progetto è progredito verso un fase preclinica negli animaliQuesto è un passaggio preliminare essenziale prima di progettare studi sull'uomo. In questi modelli, tumori del colon sono stati indotti nei topi per valutare l'efficacia del trattamento con estratti di semi di melanzana S0506. Riesce a modificare l'evoluzione della malattia..
Secondo i dati pubblicati, la somministrazione di questi estratti ha ottenuto un diminuzione molto significativa del volume del tumore rispetto ai gruppi di controllo che non hanno ricevuto il trattamento. Questo effetto antitumorale è completato da una marcata riduzione della angiogenesi, il processo mediante il quale i tumori generano nuovi vasi sanguigni per rifornirsi di nutrienti e ossigeno.
Limitando la formazione di questi vasi, i ricercatori sottolineano che diventa più difficile... espansione e mantenimento della massa tumoraleCiò potrebbe tradursi in una ridotta capacità di crescita e diffusione. Anche in questo caso, i dati provengono da un contesto sperimentale altamente controllato, ma rafforzare l'interesse farmacologico di questi semi di melanzana come fonte di nuovi composti.
Gli autori dello studio insistono sulla necessità di continuare ad avanzare con nuove sperimentazioni a livello molecolare e farmacologico per rispondere a domande fondamentali: quali dosi sono sicure, quale forma di somministrazione sarebbe più efficace e come questi estratti potrebbero essere combinati con trattamenti standard come la chemioterapia o terapie mirate.
Un possibile complemento ai futuri trattamenti contro il cancro
Il team di ricerca sottolinea che questi risultati non devono essere interpretati come un invito a L'automedicazione con le melanzane non deve essere utilizzata per sostituire i trattamenti antitumorali consolidati.Il lavoro si concentra su estratti molto specifici, ottenuti e standardizzati in laboratorio, che non hanno nulla a che vedere con il consumo quotidiano dell'ortaggio nella dieta.
L'obiettivo, secondo i responsabili del progetto, sarebbe che, dopo il lungo processo di validazione scientifica e normativa, alcune di queste molecole possano essere in futuro incorporate in terapie complementariQuesti potrebbero essere utilizzati insieme ai trattamenti esistenti per migliorare la risposta del tumore, ridurre la probabilità di recidiva o moderare alcuni effetti collaterali, sempre sotto controllo medico.
Nel contesto europeo, dove l’ ricerca sui composti di origine vegetale Questo tipo di lavoro sta prendendo piede da anni; si adatta alla ricerca di nuove strategie meno aggressive e più mirateLa stretta collaborazione tra università , centri sanitari e aziende biotecnologiche sta rendendo possibile l'identificazione di ingredienti di interesse negli alimenti comuni dell'ambiente mediterraneo.
Il cancro del colon in Spagna e la rilevanza della scoperta
Il cancro del colon-retto rimane una delle tumori con la più alta incidenza in Spagna e in tutta EuropaI dati della Società Spagnola di Oncologia Medica (SEOM) e della Rete Spagnola dei Registri dei Tumori stimano che, solo nel nostro Paese, Ogni anno vengono diagnosticati circa 44.000 nuovi casi del cancro del colon e del retto.
Nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nel trattamento, questa malattia continua a causare più di 15.000 morti all'anno In Spagna, sebbene la mortalità sia diminuita significativamente negli ultimi due decenni grazie, in parte, ai programmi di screening e ai miglioramenti nelle terapie disponibili, in questo scenario, qualsiasi nuovo strumento che aiuti a rallentare la progressione della malattia o a prevenire le ricadute Assume un interesse particolare.
I ricercatori andalusi sottolineano che esiste ancora un c'è ancora molta strada da fare prima che questi composti possano essere tradotti nella pratica clinicaTuttavia, il fatto che queste molecole siano presenti in un ortaggio ampiamente consumato nel bacino del Mediterraneo è suggestivo dal punto di vista della salute pubblica e dell'innovazione agroalimentare.
Questo progetto illustra come la combinazione di biotecnologia vegetale e oncologia Può aprire porte inaspettate: da una specifica varietà di melanzana, coltivata in serre e laboratori in Andalusia, sono emersi estratti in grado di limitare la crescita tumorale in modelli sperimentali e di agire sulle cellule staminali cancerose con ridotta tossicità per le cellule sane. In attesa di ulteriori studi, questo lavoro si aggiunge alle crescenti prove che il mondo vegetale continua a possedere un notevole potenziale come fonte di nuovi strumenti contro il cancro.